Alla Continassa tutto tace, ma dietro il silenzio si muove qualcosa. Concedendo un weekend libero ai giocatori non impegnati in nazionale, Thiago Motta ha provato a distendere l’atmosfera. Ma per l’allenatore della Juventus il conto alla rovescia potrebbe essere già iniziato.
I segnali che filtrano dalla dirigenza parlano chiaro: il futuro dell’italo-brasiliano, legato ai bianconeri fino al 2027, è sempre più in discussione. Nonostante le rassicurazioni di Cristiano Giuntoli dopo la disfatta di Firenze, la società starebbe accelerando i tempi per un possibile cambio in panchina.
In pole per l’eventuale successione ci sarebbe Roberto Mancini, ex ct della Nazionale, reduce dal trionfo europeo del 2021. Il tecnico di Jesi – 13 trofei da giocatore e altrettanti da allenatore – rappresenta un profilo esperto e vincente, anche se il suo passato all’Inter crea qualche perplessità tra i tifosi più tradizionalisti.
L’alternativa Igor Tudor, già alla Juve da giocatore e da vice, sembra essere scivolata in secondo piano. La dirigenza riflette anche in chiave economica: un eventuale esonero potrebbe slittare a fine mese per ragioni di bilancio, posticipando i costi sul trimestre successivo.
Intanto si avvicina il prossimo impegno contro il Genoa, ma il risultato – positivo o negativo – potrebbe non bastare a salvare Motta. I motivi del possibile ribaltone? Prestazioni deludenti, spogliatoio diviso, valori tecnici in calo e il rischio concreto di mancare l’accesso alla prossima Champions League.
Mancini sarebbe pronto ad accettare un contratto fino a fine stagione, con l’opzione di prolungamento in caso di qualificazione alla coppa più importante. L’ora delle scelte si avvicina: per Motta, potrebbe essere troppo tardi.