Lukaku carica il Napoli: “Contro il Milan come fosse una finale”

Redazione Fonbet
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27 Mar - 23:32 • Tempo di lettura2' min

Big Rom si racconta tra obiettivi personali, legame con la città, fiducia in Conte e spirito di squadra: “Non ci accontentiamo”

Romelu Lukaku è pronto a prendersi il Napoli sulle spalle. In un’intervista radiofonica, l’attaccante belga ha parlato a tutto campo, dal significato di indossare l’azzurro alle ambizioni personali e collettive. A cominciare dal prossimo impegno, che per lui vale ben più di tre punti: “La sfida col Milan è come una finale. La stiamo preparando con intensità, perché ogni partita può fare la differenza. Il gruppo è compatto, c’è unità e fame. E io, giorno dopo giorno, mi sento sempre più napoletano”.

Arrivato alla corte di Conte a fine agosto, Lukaku ha raccontato di essersi sentito subito parte di qualcosa di speciale: “Appena messo piede a Napoli ho percepito l’amore viscerale della gente per questa squadra. Mertens me ne aveva parlato tanto e non esagerava. È un’energia che ti spinge, che ti entra dentro. Qui giocare non è solo una professione, è un privilegio”.

Big Rom è vicino a un traguardo prestigioso: 400 gol in carriera, ma non fa calcoli: “Se dovesse arrivare contro il Milan, bene. Ma la cosa più importante è la prestazione collettiva. Contro squadre come i rossoneri serve lucidità, sacrificio e fiducia in ciò che costruiamo ogni giorno con il mister”.

Proprio su Conte, Lukaku ha rivelato un retroscena della scorsa estate: “Mi ha chiamato molto prima dell’inizio del mercato. Ho detto sì subito. Ci capiamo al volo, ma non pensate che mi tratti con leggerezza: è severo, pretende tanto. E mi va bene così. Il suo approccio mi ha sempre fatto crescere”.

E lo sguardo si allarga anche alla corsa scudetto: “L’Inter è la squadra più attrezzata, lo sanno tutti. Ma noi vogliamo sorprendere. Nessuno ci dava in questa posizione, eppure siamo lì. L’obiettivo è farci trovare pronti, giorno dopo giorno”.

Lukaku si gode anche il lato umano di questa esperienza: “Grazie a Mertens ho scoperto persone meravigliose. Mi ha consigliato Posillipo, dove vado a rilassarmi vista mare. Ancora non sono riuscito a visitare le isole, ma il calcio viene prima. Anche se ogni tanto un po’ di respiro ci vuole: con i compagni organizziamo tornei di Call of Duty ogni martedì, siamo sempre una decina”.

Ma ogni discorso torna lì, a quello che accade in campo: “Quando ho segnato per la prima volta al Maradona ho provato una sensazione unica. Il pubblico qui non ti applaude soltanto, ti trascina. Ti entra nella testa e ti dà una spinta mentale che può fare la differenza”.

Infine, uno sguardo al futuro: “Sto pensando di diventare allenatore, inizierò i corsi UEFA A e B alla fine della stagione. Ma adesso c’è solo una cosa che conta: il Napoli”.