Miami parla italiano. In una settimana che ha visto il forfait di Jannik Sinner e un Lorenzo Musetti ancora in cerca di se stesso, a prendersi la scena nel prestigioso Masters 1000 della Florida sono stati Matteo Berrettini e Jasmine Paolini, capaci di riscrivere le gerarchie e dare nuova linfa al movimento azzurro.
Berrettini, in particolare, sembra tornato a respirare l’aria buona del tennis che conta. Dopo anni difficili, tra infortuni e crolli emotivi, il romano ha raggiunto i quarti di finale superando con carattere e potenza Alex De Minaur, numero 10 del mondo. Un match che ha ricordato ai tifosi il Berrettini d’annata, quello che fu finalista a Wimbledon. Nessun cedimento nei momenti cruciali, nemmeno quando ha dovuto salvare sei set point. Domani affronterà l’americano Taylor Fritz in un duello ad alta intensità: l’americano ha colpi esplosivi e lo costringerà a spremere ogni goccia di lucidità e resistenza, soprattutto sul lato del rovescio.
Dall’altra parte del tabellone, Jasmine Paolini continua a stupire. Dopo aver eliminato Osaka e Linette, la 29enne toscana si è guadagnata una storica semifinale in un WTA 1000. Un traguardo che arriva al termine di settimane complicate, tra problemi fisici e la pressione di dover confermare un 2024 da sogno. Ma Jas, che è tornata virtualmente nella top 10 mondiale, ha ritrovato le sue migliori sensazioni: colpi profondi, aggressività, consapevolezza. Ora ad attenderla c’è Aryna Sabalenka, la numero uno del seeding, avversaria tanto potente quanto intimidatoria. Ma Paolini sa come reggere la pressione e ha dalla sua la tranquillità di chi è già andata oltre le aspettative.